121. D’Orione la scia – Davide Bordoni, Bergamo

Nel dileguarsi del Vento

si piegano le ali della foglia

in un fango putrido e avido…

Lo smeriglio dell’imbrunire

dirada e degrada la pace tra i rami

nell’implodere del cantico

che si offusca al greve strider della civetta…

Appare un cielo senza stelle, un nero gravante,

nel manto del gelo che mi ha cinto,

e il frastuono della paura si eleva

mentre riaffiora cauta l’ armonia del ruscello,

che, con soave monotonia,

illumina la via… e di Orione l’ultima scia.