122. Asteroide – Davide Bordoni, Bergamo

Astro, esile lume vagante,

raccogli questi frantumati pensieri

dagli un senso, se c’è, una forma, se c’è,

una culla, se possono riposare.

Astro, asteroide, sfera fluorescente che galleggia lo spazio

millesimo punto che non potrò raggiungere, intendere, spiegare

                                   io ti guardo,

perché guardarti, quello sì, è mia terrena facoltà;

astro, che non sei luna, non sei pianeta, non sei chi vorrei,

nella notte, ancora azzurra, mi accarezzi debolmente lo sguardo

mentre tutto non musica più

                          e il rumore si assopisce in sinistra armonia,

e il cane guardiano si tormenta e guaisce, solitario,

e gli affilati rami dell’olmo si complicano nel lacerante nero del buio,

e un’arrogante bruma ti oscura nell’aria densa di gocce, gocce leggerissime che non vogliono diventare, mai, lacrima.