123. Tra Pegaso e Andromeda – Davide Bordoni, Bergamo

È un turbine, un fendente

lo splendore che m’accoglie

se varco, improvvisamente timido,

l’oblio del confine tra Andromeda e Pegaso.

Il mio pensiero è approdato lassù

fluttuando fra intrecci aerei, spaziali.

Se una parte di me vaga

nell’ infinito di un conosciuto nulla,

c’è un’altra parte di me che non si eleva,

che non vola oltre il petto ferito.

Il sangue scorre impetuoso, senza fine

sulla piaga del dolore

ma quei lontani pensieri

che sconfiggono intere galassie

avvicinando la Via Lattea,

quei pensieri

riaprono il mio respiro altrove

in un cielo e in un mondo distante…

È in quel momento

che anche il cuore

si allontana da me

tornando a sorridere… per me!