139. Buco nero – Caterina Marano, Roma

Quando osservo il cielo
ritorno bambina,
scioglievo il mio gelo
con una Stellina.
Dalla mia sfera inquieta
mi guardavo attraverso.
Mi sentivo un Pianeta
fuori dall’Universo.
Raccontavo la mia storia
in tracce senza memoria,
guardando sempre avanti
sotto un velo di brillanti.
Ora guardo l’Universo
anche di giorno.
Da quando ti ho perso,
sento nuvole intorno.
Sogno aria per le tue ali,
libere e senza rivali
in un cielo senza contorno
e nuvole di ritorno.
Ancor brillo di meraviglia
a sentir il mio Buco Nero
bagnar le mie ciglia
sotto il Cosmo intero.