059. Alla Luna – Alessandro Airola, Cafasse (To)

Cara Palla bianca, che mi guardi da lassù,

sei tu che splendi troppo o è la notte che è poco blu?

Per tutta la sera ti ho osservato,

sei tonda come la palla con cui tutto il pomeriggio ho giocato.

Chissà  se sei il covo di tutti i supereroi che vedo in televisione,

e se splendi per tutti in ogni direzione.

Ma un giorno su una navicella salirò

e un calcio come se fossi un pallone ti tirerò.

Cara Luna, che mi guardi da lassù,

sei tu che splendi troppo o è la notte che è poco blu?

Oggi una poesia di Leopardi ho letto a scuola,

parlava di te e ti celebrava in ogni singola parola.

Quaggiù da casa mia ti invidio un pochino,

chissà quante cose belle puoi vedere da lassù: montagne, cascate e pure Berlino.

Ma un giorno su una navicella salirò,

e con te tutte le meraviglie della Terra guarderò.

Caro Satellite, che mi guardi da lassù,

sei tu che splendi troppo o è la notte che è poco blu?

Oggi il nonno è salito in cielo su con te,

ci ha lasciati all’improvviso senza nemmeno dirci il perché.

E ora ti invidio ancora di più,

perché la stella più luminosa del cielo ora è lì con te e ce l’hai solo tu.

Ma un giorno su una navicella salirò,

e il nonno davanti alla tua luce riabbraccerò.

Cara Amica, che mi guardi da lassù,

sei tu che splendi troppo o è la notte che è poco blu?

Sono qua sulla spiaggia con Marta, e ora anche io mi sono fidanzato,

lei è bella, vero, ma dal tuo fascino continuo ad essere ammaliato.

I suoi occhi sono verdi, di una bellezza rara,

brillano come te mentre splendi sulle Cascate del Niagara.

Ma un giorno su una navicella salirò,

e mentre illumini la terra davanti a te la bacerò.

Cara Confidente, che mi guardi da lassù,

sei tu che splendi troppo o è la notte che è poco blu?

Oggi è nata Stella, vedessi quant’è aggraziata,

tu mi illuminerai la notte, lei l’intera giornata.

E sono sicuro che un giorno mi chiederà,

“Cos’è quella palla luminosa che c’è nel cielo, papà?”

Ma un giorno su una navicella salirò,

e a guardare l’universo con te la porterò.

Cara Compagna, che mi guardi da lassù,

sei tu che splendi troppo o è la notte che è poco blu?

Questa sera ti ho guardata un pochino,

mentre ero sdraiato sull’asfalto per un incidente in motorino.

Eri come la prima volta che ti avevo visto, bella, nobile e piena,

lucente in quell’armonia primordiale interrotta solo dal suono lontano di una sirena.

Ma un giorno su una navicella salirò,

e finalmente ti conoscerò.

Cara Meraviglia, che mi guardi da lassù,

sei tu che splendi troppo o è la notte che è poco blu?

Devi proprio essere qualcosa di speciale,

se riesci ad essere così bella anche dietro al vetro di un ospedale.

Forse di incontrarci è arrivato il momento,

e tu mi spiegherai come fai a mantenere sempre questo nobile portamento.

Ma un giorno su una navicella salirò,

e per tutto quello che hai fatto in vita per me ti ringrazierò.

Cara Palla bianca, che mi guardi da lassù,

sei tu che splendi troppo o è la notte che è poco blu?

Lo dici tu a Marta e a Stella di non piangere per la mia dipartita,

perché da domani sarò lì in alto con te a illuminare la loro vita?

Il mio tempo goccia dopo goccia tramonta,

a breve sarò lassù con te, sei pronta?

Perché stanotte finalmente su quella navicella salirò, e ora che ti sarò vicino mai più sola ti lascerò.