015. Cara stella – Roberta Calò, Bari

M’immergo tra le acque buie della notte

E tutto è immobile dinanzi a me

Ma le onde dei miei pensieri

m’infrangono e mi scaraventano

su quei dubbi ch’erano evidenze fino a ieri

Mi fai perdere l’equilibrio

e in balia dell’oblio mi lasci navigare

ma sei tu l’unica direzione che cerco

quando mi sento naufrago in mezzo al mare

E’ strano come il tuo silenzio per me sia una risposta

come la tua immensità che mi disorienta e mi rimpicciolisce

mi faccia sentire piccola vastità al sicuro sulla mia costa

Che in fondo tra noi è come una storia d’amore

l’apice della gioia, la distesa della sicurezza

il baratro del dolore, il precipizio dell’incertezza

energia incontrollata, caotica forza motrice

delicato soffio evolutivo, implacabile mano creatrice

comode imprecazioni contro il fato e ciò che pensavo avesse scritto su di te

per poi rendermi conto che quella scomoda penna l’aveva data in mano a me

Ed io polline in balia del vento ti miro appesa nell’universo

e la mia anima quasi insignificante tacendo ti grida che mi sono perso

Ti guardo in attesa delle risposte

brilli in attesa delle mie domande

ma come il cosmo anche questo discorso indeterminato

rimane appeso da sempre senza essere regolamentato

perché so che il nostro intimo dialogo in retta senza fine

è ciò che mi fa sentire vivo e infinito

capace di trasformare in orizzonte ogni confine

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