037. Il Principio di un Inizio – Giuseppe Mercone, Melizzano (Bn)

È Notte

e la Luna che luccica

abbaglia

i Desideri più intimi

che richiamano

il mio Essere

nella Presenza

della mia Ombra

come Lei

che riflessa nella volta Celeste

si spinge

oltre il Firmamento.

Sono nel Principio

e come il Vischio sulla Quercia

sono il Confine

e quindi Simbolo

della Notte più lunga del Cosmo intero.

Ragguaglio il mio giovane Istinto

tra mura di pietra

che sono

l’Infinito dell’Infinito

su di un dolce Promontorio

che in questa Alba vivace

leggera smuove

un fresco Vento di Terra

che gioiosa mi porta

in un Medioevo

mai esplorato.

Le Torri austere

si ergono dentro di me

e la Spada affilata del Re

è vicina alle mie mani sanguinanti

che scongiurano

Pace

in nome

dell’Innominabile

mentre un Albero

Sacro

per Ordine e Consistenza

mi ricorda

l’eterna lotta

tra la Luce e l’Ombra

e con un Drago sempreverde

cavalco

l’antico Sentiero

che da Gerusalemme porta

a Makka al-Mukarrama

verso

la Città Celeste

che Presente

rappresenta

l’Eterno dentro di me!

Gli Occhi di Venere

sono Enigma nell’Enigma

il suo Seno

sono Nutrimento del Nutrimento

e le sue Forme rappresentano

ciò che c’è di Aureo

in tutto il Creato.

Ed è così

che verso le coste di una Penisola mistica

il mio Respiro

si affanna

al cospetto

del Padre

del Padre

nella confusione delle Forme

esploro tutti gli Astri conosciuti e sconosciuti

invocando tutti i Soli esistenti

espressione tangibile

dell’Essere Soli

tra la Polvere delle Stelle

di cui siamo tutti Figli

e Figlie

che con l’Amore

faremo riecheggiar

il nome del Padre

e lasceremo Redimere e Risorgere

la Madre!

Il lungo Viaggio

è continuo e circolare

e i miei Occhi

sono come quelli di un Falco

furibondo

alla Ricerca

della propria Visione

che ragguaglia

chi abile Protegge

questo Viaggio

con le Ali ai piedi

e dallo sguardo Fiero e Giusto

essendo Messaggero

del Messaggero

in una Terra

che non è mia

ma che mi ha dato la possibilità

si Conoscere e Amare

essendo già Morto

sulle rive di un Fiume Sacro

che affievolendosi alimenta

una Lupa

sempre più distratta.

Il riecheggiar del Giorno

nella Notte

e nella Morte

porta le Onde leggere

di un Mare di Stelle

ad Incoronarmi

Re dei Pesci

nuotando così

tra gli Abissi di un Universo

che con tutto il suo Splendore

rappresenta in ogni sua Piccola

ma Grande Espressione

una parte di Me

una parte di Noi.

L’Uomo Guida il Giorno.

La Donna Riceve, Accoglie

ed è Regina di Notte.

La Guerra è Serena

di fronte alla Bellezza.

Il Padre Abbraccia

il proprio Padre

cioè l’Incontro tra l’Ordine

e il Disordine

ed Io ancora vago

in quel Castello arroccato

in cerca di un’altra Morte

in cerca di un altro Monte

essendo Visione Presente e Crescente

di quel Dio

Buono e Giusto.

Un Falco Accarezza il Vento

e un Drago in lontananza

Crea e Distrugge col Fuoco

ciò che di Noi

è stato sbagliato

espressione corretta

della Magnificenza di questa Esperienza

dal Guerriero Sufi

al Cavaliere Templare

per arrivare lentamente fino

alla Saggezza antica dentro di Noi

a rimirar una Gerusalemme Celeste

sempre più vicina…

Sei tu lo Stupor Mundi?

Sono Io lo Stupor Mundi.

Siamo Noi lo Stupor Mundi.

Siamo Tutti e Tutte lo Stupor Mundi.

Lungo il Viaggio

sono stato Incudine

da Ora sarò Martello

dagli Occhi di Falco

Corpo di Drago

e il Fuoco sarà

il mio Tempio più Fedele.